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Dal
1 maggio 2011 al 15 maggio 2011
a
Brugherio, presso il Palazzo
Ghirlanda, sala espositiva
si
terrà mostra di autori subrosiani
dal titolo:
MOENIA MUNDI:
le mura del
mondo, oltre le mura del mondo
evento poetico-pittorico ispirato
dalla rilettura del De Rerum Natura
di Lucrezio, dai richiami del medesimo autore nella opera sublime di
Dante, e dai tempi attuali che offrono riflessioni sull'esistenza
pervasiva di muri materiali, psichici, spirituali.
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SINGOLARITA’
OLTRE MOENIA MUNDI, LE MURA
DEL MONDO
Maggio 2011
Esploriamo i momenti di rottura
nella fabbrica della storia umana.
La singolarità è una parola presa a prestito dalla astrofisica: essa si
riferisce al punto nello spazio-tempo, per esempio, dentro un buco
nero a cui le leggi della fisica ordinaria non possono essere
applicate.
Il primo muro è la Paura.
Elemento psichico di straordinaria potenza negativa, destabilizzante
ogni ritmo, ogni riflesso-reazione, ogni razionale condotta. E’ la
singolarità primordiale degli esseri viventi, espressa in azioni
spropositate e sempre più pericolose della causa che le ha indotte.
Naturale percezione e stato d’animo sono pervasivi anche le più
recondite stanze della mente le fibre più profonde del corpo.
Il salto di questo muro può solo avvenire in condizioni particolari di
preparazione fisica e intellettuale continua e precedente alla
causa della paura una sorta di allenamento permanente agli eventi
maggiori di instabilità totale.
Il secondo muro è il Dolore.
Il dolore è la guardia del corpo dell’essere vivente.
E’ la singolarità protettiva, che ricorda la natura della vita, la sua
fragilità e la sua dura resistenza.
Ma è anche il tormento che lentamente rompe gli equilibri biologici e
fisiologici, ben oltre la malattia che lo genera.
Il salto psichico di questo muro, al di là della terapia classica
delle cause dirette, indirette e correlate, è un punto di altra
singolarità, la cui esplorazione è appena iniziata nell’ambito
scientifico, ma non nel contesto alchemico-artistico.
Il terzo muro è la Parola.
Dovrebbe essere l’essenza della relazione umana, ma l’uso
eccessivo, spropositato, eccedente, inesatto etc, ne ha fatto elemento
disgregante e disorganizzante.
Il salto del muro è nella sua singolarità artistico-letteraria,
attraverso la narrazione della conoscenza, più che trasmissione, e
attraverso la sensibilità poetica posta all’intercapedine tra materia e
spirito, compatto e rarefatto, tormento e calma di vento, amore e
disamore, vertigine e stabilità, noia e nausea, vita, slancio, schianto
e morte.
Il quarto muro è il Colore.
E’ come la luce appare.
Ed è anche come l’essere umano esperimenta la varietà, la diversità, la
bellezza del divenire mai uguale. La luce infrange le oscure certezze
della lunga notte dei primordi, genera forme uniche. L’Arte e la
Filosofia vorrebbero riflettersi nella sovranità della luce, ma il muro
della sensibilità corporea sembra insuperabile…
Il salto del muro si cela nella sofferta esperienza dell’artista, dove
l’anima vive la sua ascesi più difficile nella trama insondabile della
materia.
Il quinto muro è l’Identità.
Operazione al limite, perché è al limite lo specchio, come
analogia di una singolarità altrimenti imperscrutabile.
L’azione X identifica l’agente, se umano, attraverso il processo di
individuazione, tale che altrimenti non può che essere unico, solamente
uno solo, con la propria universale identità, ad agire
quella azione X…ma non è così!
L’identità è l’elenco di peculiarità invalidanti il concetto di
singolarità: l’identità di un consorzio umano esprime meglio questo
asserto. Se si vuole assicurare l’autonomia del singolo, così come
l’autonomia consortile, e si inscrive tale autonomia nel concetto di
identità, il libero arbitrio sfuma e annichilisce nelle possibilità di
scelte più prevedibili, più utili, più frequenti, ma meno singolari.
Il salto del muro è l’organicità cosmica, intesa come sinfonica
composizione di singolarità autenticate dalla innata e perseverata
multiversità intenzionale.
Il sesto muro è l’Ineguaglianza.
Il primato dell’uno sull’altro, del significato sul significante o
viceversa, dell’attimo sull’indefinito o viceversa… sino ad oggetti
mentali e concetti universali, nel reciprocante confronto di
ineguaglianza, come operazione metodologica.
Il salto del muro è l’opera alchemica della tavola ermetica.
Il settimo muro è il Sigillo.
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