Durer Melancolia

SUB ROSA SOCIETY

FONDAZIONE DI ARTE E FILOSOFIA


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Preraffaelliti: Verità e Bellezza

Sabato 26 maggio alle ore 16.00

presso

il Palazzo Ghirlanda, Biblioteca di Brugherio

Sala Conferenze Area Espositiva

la Società Subrosa

con il patrocinio del Comune di Brugherio


Invita alla Lectio

Preraffaelliti: Verità e Bellezza


Relatori:

Proff.ssa Marcella Gibertoni

Dott. Francesco Pelizzoni,  Dott. Fernando Brivio




La Pre Raphaelite Brotherhood, la famosa P.R.B. il cui acronimo contraddistingue le opere dello scandalo, viene fondata nel 1848 da Dante Gabriele Rossetti (1828-82), William Holman Hunt (1827-1910) e Sir John Everett Millais (1829-96); in seguito si aggiungeranno Ford Madox Brown (1821-93) e Sir Edward Coley Burne-Jones (1833-98).


Purezza dei colori, linee severe, chiarezza e semplicità, primitiva onestà di dipingere, natura incarnata nell’immortale poesia del creato, incantesimo del reale, atmosfere antiche e future, spiriti del tempo reale nel dolore e nella gioia… ideali germinanti nelle nozze chimiche tra Verità e Bellezza,  ideali anche di Subrosa.


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LOCANDINA MOENIA MUNDI

Dal 1 maggio 2011 al 15 maggio 2011

a Brugherio, presso il Palazzo Ghirlanda, sala espositiva

si terrà mostra di autori subrosiani dal titolo:

MOENIA MUNDI:

le mura del mondo, oltre le mura del mondo

evento poetico-pittorico ispirato dalla rilettura del De Rerum Natura di Lucrezio, dai richiami del medesimo autore nella opera sublime di Dante, e dai tempi attuali che offrono riflessioni sull'esistenza pervasiva di muri materiali, psichici, spirituali.

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SINGOLARITA’ OLTRE MOENIA MUNDI, LE MURA DEL MONDO
Maggio 2011


Esploriamo i momenti di rottura nella fabbrica della storia umana.
La singolarità è una parola presa a prestito dalla astrofisica: essa si riferisce al punto nello spazio-tempo, per esempio, dentro un buco nero a cui le leggi della fisica ordinaria non possono essere applicate.

Il primo muro è la Paura.
Elemento psichico di straordinaria potenza negativa, destabilizzante ogni ritmo, ogni riflesso-reazione, ogni razionale condotta. E’ la singolarità primordiale degli esseri viventi, espressa in azioni spropositate e sempre più pericolose della causa che le ha indotte. Naturale percezione e stato d’animo sono pervasivi anche le più recondite stanze della mente le fibre più profonde del corpo.
Il salto di questo muro può solo avvenire in condizioni particolari di preparazione fisica e intellettuale continua e  precedente alla causa della paura una sorta di allenamento permanente agli eventi maggiori di instabilità totale.

Il secondo muro è il Dolore.
Il dolore è la guardia del corpo dell’essere vivente.
E’ la singolarità protettiva, che ricorda la natura della vita, la sua fragilità e la sua dura resistenza.
Ma è anche il tormento che lentamente rompe gli equilibri biologici e fisiologici, ben oltre la malattia che lo genera.
Il salto psichico  di questo muro, al di là della terapia classica delle cause dirette, indirette e correlate,  è un punto di altra singolarità, la cui esplorazione è appena iniziata nell’ambito scientifico, ma non nel contesto alchemico-artistico.

Il terzo muro è la Parola.
Dovrebbe essere l’essenza  della  relazione umana, ma l’uso eccessivo, spropositato, eccedente, inesatto etc, ne ha fatto elemento disgregante e disorganizzante.
Il salto del muro è nella sua singolarità artistico-letteraria, attraverso la narrazione della conoscenza, più che trasmissione, e attraverso la sensibilità poetica posta all’intercapedine tra materia e spirito, compatto e rarefatto, tormento e calma di vento, amore e disamore, vertigine e stabilità, noia e nausea, vita, slancio, schianto e morte.

Il quarto muro è il Colore.
E’ come la luce appare.
Ed è anche come l’essere umano esperimenta la varietà, la diversità, la bellezza del divenire mai uguale. La luce infrange le oscure certezze della lunga notte dei primordi, genera forme uniche. L’Arte e la Filosofia vorrebbero riflettersi nella sovranità della luce, ma il muro della sensibilità corporea sembra insuperabile…
Il salto del muro si cela nella sofferta esperienza dell’artista, dove l’anima vive la sua ascesi più difficile nella trama insondabile della materia.

Il quinto muro è l’Identità.
Operazione al limite,  perché  è al limite lo specchio, come analogia di una singolarità altrimenti imperscrutabile.
L’azione X identifica l’agente, se umano, attraverso il processo di individuazione, tale che altrimenti non può che essere unico, solamente uno solo,  con la propria universale identità,  ad agire quella azione X…ma non è così!
L’identità è l’elenco di peculiarità invalidanti il concetto di singolarità: l’identità di un consorzio umano esprime meglio questo asserto. Se si vuole assicurare l’autonomia del singolo, così come l’autonomia consortile, e si inscrive tale autonomia nel concetto di identità, il libero arbitrio sfuma e annichilisce nelle possibilità di scelte più prevedibili, più utili, più frequenti, ma meno singolari.
Il salto del muro è l’organicità cosmica, intesa come sinfonica composizione di singolarità autenticate dalla innata e perseverata multiversità intenzionale.

Il sesto muro è l’Ineguaglianza.
Il primato dell’uno sull’altro, del significato sul significante o viceversa, dell’attimo sull’indefinito o viceversa… sino ad oggetti mentali e concetti universali, nel reciprocante confronto di ineguaglianza, come operazione metodologica.
Il salto del muro è l’opera alchemica della tavola ermetica.

Il settimo muro è il Sigillo.


angelo